A.F.R.U.

L’Associazione Facilitatori in Risorse Umane – A.F.R.U. – è un’associazione professionale non ordinistica iscritta nel registro regionale del Friuli Venezia Giulia. Nasce nel 2018 con l’obiettivo di creare una realtà organizzativa di riferimento per la figura professionale del facilitatore.

Missione

Favorire la crescita professionale degli associati istituendo un registro nazionale di Facilitatori in possesso di attestato di qualificazione professionale dei servizi prestati dall’associato (Art. 4 c. 1, legge 4/2003).

Attività

Corsi di formazione, specializzazione e aggiornamento professionale per i soci iscritti con rilascio di crediti formativi e attestati.

Servizi

Formazione compresa nella quota associativa.
Iscrizione al registro nazionale dei Facilitaotri.
Attestato A.F.R.U. di qualificazione professionale dei servizi prestati dall’associato (Art. 4 c. 1, legge 4/2003)
Sportello utenti per il controllo dell’operato dei soci.

Atto Costitutivo, STATUTO E CODICE DEONTOLOGICO

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ASSOCIAZIONE FACILITATORI IN RISORSE UMANE (A.F.R.U.)

STATUTO

Art.1 – DENOMINAZIOE, SEDE E DURATA
E’ costituita, con riferimento all’art.18 della Costituzione Italiana ed in base agli articoli 36, 37 e 38 del Codice Civile, la “Associazione Facilitatori in Risorse Umane”.
Essa è retta dal presente Statuto e dalle norme di legge in materia.
L’Associazione ha sede legale a Muzzana del Turgnano (UD), in via Circonvallazione n.6 ed ha durata illimitata. Potranno essere istituite sedi secondarie, succursali, agenzie, rappresentanze o sezioni in luoghi diversi dalla propria sede legale, qualora sia opportuno per meglio raggiungere gli scopi sociali. Le eventuali altre sedi o i trasferimenti della sede principale potranno essere stabilite mediante delibera di assemblea ordinaria dei soci e notificate all’Agenzia delle Entrate competente.

Art. 2 – PRINCIPI E SCOPI GENERALI DELL’ASSOCIAZIONE
L’associazione è un’istituzione a carattere autonomo, libero, apolitico ed aconfessionale e non ha fine di lucro.
L’Associazione inoltre si uniforma, nello svolgimento della propria attività, a principi di democraticità della struttura, di uguaglianza di diritti per tutti gli associati e di elettività delle cariche associative.
L’Associazione ha lo scopo di promuovere e sviluppare la cultura, i principi e i valori della trasparenza e dell’etica come requisito di convivenza civile, specie con riferimento a quelle professioni e a quei professionisti che fondano il proprio operare sulle competenze della comunicazione, della parola, dell’ascolto, della relazione e del colloquio con finalità del riconoscimento e sviluppo delle risorse umane nelle organizzazioni e nelle persone orientate alle performance del mondo sportivo, aziendale, istituzionale, sociale e dell’educazione scolastica ed extrascolastica.
L’Associazione ha per oggetto le attività volte a:
1. incentivare e promuovere la formazione con la finalità di favorire lo sviluppo professionale dei Soci a garanzia di qualità operando come associazione di riferimento e divulgazione per quanti si occupano di
facilitazione in tutte le sue configurazioni;
2. favorire l’aggiornamento e lo sviluppo professionale dei Facilitatori in Risorse Umane attraverso attività di rete, informazione, diffusione, condivisione, arricchimento e confronto, sia a livello nazionale che
internazionale.
3. essere un centro di riferimento e di rappresentanza per coloro che professionalmente esercitano l’attività di facilitatori, mettendo a disposizione dei soci una costante attività di informazione e formazione inerente la professione di facilitatore;
4. definire l’attività professionale di facilitatore in risorse umane e indicare i relativi standard formativi;
5. realizzare, in base alla Legge n. 4/2013 e a eventuali successive modificazioni e integrazioni della stessa, la costituzione di un Registro dei Facilitatori in risorse umane afferenti al tipo di professione esercitata e al
livello di competenza dimostrabile attraverso prove documentali e corsi formativi interni all’associazione;
6. promuovere e divulgare la conoscenza e le corrette informazioni riguardo la professione del Facilitatore in Risorse Umane, con tutte le forme di garanzia a tutela dei fruitori dei servizi di facilitazione;
7. definire il Codice Deontologico dei professionisti associati alla AFRU, vigilando sulla sua osservanza;
Per il perseguimento di tali fini l’Associazione potrà intraprendere o promuovere tutte le iniziative e svolgere qualsiasi attività ritenuta necessaria, utile e opportuna come:
– promuovere dibattiti, convegni, conferenze, attività culturali e formative, di ricerca e di studio sui temi della facilitazione nelle organizzazioni private e pubbliche, nelle scuole, nelle università e nella società in generale e dare diffusione alle conclusioni raggiunte attraverso attività editoriali e di comunicazione con ogni mezzo;
– patrocinare eventi, manifestazioni e iniziative di riconosciuto valore professionale, organizzate senza finalità di lucro da enti e istituzioni pubbliche o private;
– stabilire rapporti di dialogo e confronto con ricercatori, Università, Enti, Ordini , Scuole ed organismi italiani ed internazionali operanti nei settori della specializzazione, della facilitazione, della relazione, della
comunicazione, della formazione e della ricerca;
– elevare le competenze del “ Facilitatore in Risorse Umane“ attraverso una puntuale valutazione delle capacità professionali dei propri associati, organizzando corsi ed eventi interni per garantire una formazione continua ed aggiornata;
– aderire, anche in qualità di socio, ad altre organizzazioni, a carattere nazionale ed internazionale, che perseguano le medesime finalità e che siano riferimenti delle categorie professionali coinvolte;
L’associazione potrà inoltre:
– stipulare ogni opportuno atto o contratto tra cui, senza l’esclusione di altri, l’accensione di finanziamenti e mutui, a breve o a lungo termine, la locazione, l’assunzione in convenzione o comodato o l’acquisto di
immobili, di attrezzature e di impianti ritenuti necessari allo svolgimento dell’attività sociale, la stipula di convenzioni di qualsiasi genere, anche trascrivibili nei pubblici registri, con enti pubblici o privati, che siano considerate opportune ed utili per il raggiungimento degli scopi dell’associazione;
– inoltrare richieste di contributi a enti privati, enti pubblici, persone fisiche e persone giuridiche in genere;
– amministrare e gestire, con possibilità di concederli in affitto o in comodato d’uso gratuito, i beni di cui sia proprietaria, conduttrice, comodataria o comunque posseduti, anche predisponendo ed approvando progetti e lavori di consolidamento e manutenzione ordinaria o straordinaria;
– sviluppare rapporti e collaborazioni con enti pubblici, istituzioni, associazioni, scuole di ogni ordine e grado, enti privati e fondazioni, qualora ciò risulti utile al perseguimento dei fini sociali;
– stipulare convenzioni e contratti per l’affidamento in gestione di parte delle attività esercitate o esercitabili;
– avvalersi, per raggiungere i propri scopi, delle prestazioni professionali, delle collaborazioni, anche occasionali, nonché dell’apporto di lavoro subordinato forniti da persone fisiche interne o esterne all’associazione, limitatamente all’intento di assicurare il regolare funzionamento delle strutture eventualmente utilizzate e/o qualificare e specializzare le proprie attività;
– accettare sponsorizzazioni e ricorrere ad abbonamenti pubblicitari per il sostegno finanziario delle attività statutarie e per la copertura dei costi di realizzazione delle iniziative;
– esercitare una attività editoriale concernente la pubblicazione di riviste, giornalini, opuscoli e volantini solo allo scopo di comunicare ai soci i programmi e l’attività dell’associazione;
– svolgere ogni altra attività idonea al perseguimento delle finalità istituzionali;

Art.3 CARATTERISTICHE DELL’ASSOCIAZIONE
L’Associazione è un istituto unitario ed autonomo; non ha finalità di lucro; è amministrativamente indipendente; è diretto democraticamente attraverso il Consiglio Direttivo eletto da tutti i Soci, che, in quanto tali, ne costituiscono la base sociale. Le strutture di cui dispone l’Associazione ed i servizi e le attività promosse e organizzate dall’Associazione sono a disposizione di tutti i Soci i quali hanno diritto di fruire liberamente nel rispetto degli appositi regolamenti. L’Associazione, in considerazione della pluralità dei suoi fini e delle sue attività, può articolarsi in sezioni specializzate e gruppi di interesse. I compiti, i livelli di responsabilità e le norme di funzionamento delle sezioni specializzate, dei gruppi di interesse e degli altri organismi in cui si articola l’Associazione sono stabiliti da appositi regolamenti, tenendo conto della normativa vigente.

Art.4 SOCI
I soci si dividono in:
– soci fondatori;
– soci ordinari;
I Soci Fondatori sono coloro che sottoscrivendo l’atto costitutivo hanno contribuito con il proprio apporto a gettare le basi materiali per l’avviamento dell’associazione; essi sono Soci di diritto dell’associazione.
I Soci Ordinari sono coloro i quali, raggiunto o superato il punteggio minimo di 110 crediti nella compilazione della scheda dei requisiti di ammissione allegata al presente statuto (allegato 1), esprimono la loro volontà di far parte dell’associazione. I soci ordinari devono essere in possesso di una adeguata polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile per danni arrecati a terzi nell’esercizio della loro attività, sia professionale che non professionale.
I soci ordinari devono adempiere all’obbligo di un periodico aggiornamento professionale.
Possono diventare soci tutti coloro che condividono gli scopi dell’Associazione e sono dotati di una irreprensibile condotta morale e civile. Viene espressamente escluso ogni limite sia temporale che operativo al rapporto associativo medesimo e ai diritti che ne derivano. Tutti coloro i quali intendono far parte dell’associazione dovranno redigere una domanda su apposito modulo. La richiesta di iscrizione all’Associazione va indirizzata al Presidente dell’Associazione.
L’ammissione dei soci ordinari è deliberata dal Consiglio direttivo entro trenta giorni dalla presentazione della domanda. L’accettazione, seguita dall’iscrizione al Libro Soci, dà diritto immediato a ricevere la tessera sociale e comporta la qualifica di Socio. I Soci con il modulo-domanda di iscrizione eleggono domicilio per i rapporti sociali con l’Associazione presso l’Associazione stessa. La validità della qualità di socio efficacemente conseguita potrà essere sospesa da parte del Consiglio Direttivo il cui giudizio deve essere sempre motivato e contro la cui decisione è ammesso appello in assemblea generale. Fra gli aderenti all’Associazione esistono parità di diritti e di doveri. La disciplina del rapporto associativo e le modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo sono uniformi per tutti gli associati. Tutti i soci maggiorenni hanno diritto di voto per l’approvazione e le modifiche dello Statuto e per l’elezione degli organi direttivi dell’associazione. Ogni associato ha diritto ad un voto. Il numero degli iscritti all’Associazione è illimitato. Tutti i soci sono vincolati all’Associazione per la durata di un anno sociale. La
quota associativa non può essere trasferita a terzi o rivalutata. Il Consiglio Direttivo può anche accogliere l’adesione di persone giuridiche, nella persona di un solo rappresentante designato dall’istituzione interessata.

Art. 5 DIRITTI E DOVERI DEI SOCI
Tutti i soci maggiorenni godono, al momento dell’ammissione, del diritto di partecipare nelle assemblee sociali nonché dell’elettorato attivo e passivo. Sono eleggibili alle cariche sociali tutti i Soci che abbiano un’anzianità di iscrizione di almeno due mesi. La qualifica di socio da diritto a frequentare le iniziative indette dal Consiglio Direttivo e la sede sociale. I Soci sono tenuti al pagamento della quota sociale decisa dal Consiglio Direttivo e all’osservanza dello Statuto. Con il pagamento di un corrispettivo specifico l’associato ha diritto di partecipare ai corsi, ai laboratori e alle altre iniziative ed attività di carattere sociale organizzati dall’associazione. La quota associativa ordinaria annuale vale fino al 31 dicembre di ogni anno anche se versata durante l’anno.

Art.6 DECADENZA ED ESPULSIONE DEI SOCI
Il Socio decade automaticamente quando:
– non provvede al pagamento della quota associativa dovuta entro i termini fissati;
– risulta privo della polizza assicurativa per la responsabilità civile per danni arrecati nell’esercizio dell’attività professionale o non professionale;
– non adempie ai criteri di aggiornamento professionale cosi come previsto dal Codice Deontologico.
Il Consiglio prende atto dei motivi di decadenza del socio e comunica allo stesso la situazione di irregolarità in cui si trova invitandolo a porre fine alla irregolarità riscontrata entro un congruo periodo al termine del quale, persistendo i motivi di irregolarità, il socio viene dichiarato decaduto;
Il socio decaduto può essere riammesso dal Consiglio direttivo qualora dimostri di aver ottemperato ai suoi obblighi.
Il Socio viene espulso con provvedimento motivato dal Consiglio Direttivo se:
– persegue fini differenti e in contrasto con gli scopi dell’Associazioni;
– viola gravemente il Codice Deontologico;
– ha subito condanne penali passate in giudicato;
– reca pregiudizio al buon nome e/o al patrimonio dell’associazione.
Il Socio decaduto o espulso decade anche dalle cariche sociali che eventualmente ricopre.

Art.7 ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Gli organi sociali sono l’Assemblea dei soci, il Consiglio Direttivo, il Presidente, il Vicepresidente ed il Segretario.
Tutte le cariche sociali sono esercitate a titolo gratuito. E’ peraltro riconosciuto il rimborso delle spese documentate sostenute per ragioni attinenti alla carica rivestita.
Gli organi sociali durano in carica cinque anni e possono essere rieletti.
Il Consiglio Direttivo, il Presidente, il Vicepresidente e il Segretario vengono individuati, in prima istanza, dall’atto costitutivo e durano in carica cinque anni. In seguito vengono eletti dagli organi competenti secondo le regole stabilite dallo Statuto.

Art. 8 L’ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI
L’Assemblea generale dei soci è il massimo organo deliberativo dell’associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie. Quando è regolarmente convocata e costituita rappresenta l’universalità degli associati e le deliberazioni da essa legittimamente adottate obbligano tutti gli associati, anche se non intervenuti o dissenzienti.
La convocazione dell’Assemblea ordinaria potrà essere richiesta al Consiglio Direttivo da almeno un terzo degli associati in regola con il pagamento delle quote associative all’atto della richiesta che ne propongono l’ordine del giorno. In tale caso la convocazione è atto dovuto da parte del Consiglio Direttivo. L’Assemblea dovrà essere convocata presso la sede dell’associazione o, comunque, in luogo idoneo a garantire la massima partecipazione degli associati.
Potranno prendere parte alle Assemblee ordinarie e straordinarie dell’associazione i soli soci in regola con il versamento della quota associativa annua e non soggetti a provvedimenti disciplinari in corso di esecuzione. Avranno diritto di voto solo gli associati maggiorenni. Ogni socio può rappresentare in Assemblea, per mezzo di delega scritta, non più di un associato. La convocazione dell’Assemblea ordinaria avverrà minimo otto giorni prima, mediante affissione di avviso nella sede dell’associazione e contestuale comunicazione agli associati a mezzo posta ordinaria, elettronica, fax o telegramma. Nella convocazione dell’Assemblea devono essere indicati il giorno, il luogo e l’ora dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare. L’Assemblea deve essere convocata, a cura del Consiglio Direttivo, almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del rendiconto economico e finanziario consuntivo e per l’esame del rendiconto preventivo. Le Assemblee sono presiedute dal Presidente del Consiglio Direttivo; in caso di sua assenza o impedimento, da una delle persone legittimamente intervenute all’Assemblea e designata dalla maggioranza dei presenti. L’Assemblea nomina un Segretario e, se necessario, due scrutatori. Il Presidente dirige e regola le discussioni e stabilisce le modalità e l’ordine delle votazioni.
Le votazioni sull’argomento all’ordine del giorno, dirette e personali, possono avvenire per alzata di mano o scrutinio segreto, qualora ne faccia richiesta 1/3 dei presenti. L’Assemblea, per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’associazione, stabilisce il numero dei consiglieri composto di norma da un minimo di tre ad un massimo di nove persone. Le elezioni si svolgono con modalità che favoriscano la partecipazione dell’intero corpo sociale. In occasione del rinnovo del Consiglio Direttivo il presidente dell’Assemblea comunica all’assemblea e ai diretti interessati i risultati delle elezioni. Di ogni assemblea si dovrà redigere, a cura del Segretario, apposito verbale firmato dal Presidente della stessa, dal Segretario e, se nominati, dai due scrutatori. Copia dello stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli associati con le formalità ritenute più idonee dal Consiglio Direttivo per garantirne la massima diffusione. L’Assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza della maggioranza assoluta degli associati aventi diritto di voto e delibera validamente con voto favorevole della maggioranza dei presenti. Ogni socio ha diritto ad un voto. L’Assemblea straordinaria in prima convocazione, è validamente costituita quando sono presenti due terzi degli associati aventi diritto di voto e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Trascorsa un’ora dalla prima convocazione tanto l’Assemblea ordinaria che l’Assemblea straordinaria saranno validamente costituite qualunque sia il numero degli associati intervenuti e delibereranno con voto favorevole della maggioranza dei presenti.
L’Assemblea straordinaria deve essere convocata dal Consiglio Direttivo e comunicata ai soci almeno 15 giorni prima dell’adunanza.
L’Assemblea ordinaria provvede a:
– determinare, entro i limiti dello statuto, il numero dei componenti il Consiglio direttivo;
– eleggere i componenti del Consiglio Direttivo;
– approvare i bilanci di esercizio e la relazione sull’attività svolta;
– approvare il programma annuale dell’ attività;
– stabilire le quote sociali annue, su proposta del Consiglio Direttivo;
– approvare il Codice Deontologico e le sue modifiche;
– deliberare su ogni altra questione proposta dal Consiglio direttivo
L’Assemblea straordinaria delibera sulle seguenti materie:
– approvazione e modificazione dello statuto sociale;
– atti e contratti relativi a diritti reali immobiliari;
– designazione e sostituzione degli organi sociali elettivi qualora la decadenza di questi ultimi sia tale da compromettere il funzionamento e la gestione dell’Associazione;
– scioglimento dell’associazione e modalità di liquidazione e destinazione del patrimonio residuale dell’Associazione.

Art. 9 ELETTORATO PASSIVO
Possono ricoprire cariche sociali i soli soci maggiorenni che hanno provveduto al pagamento della quota associativa e che non si trovano in uno dei casi di incompatibilità previsti dalla legge.

Art. 10 IL CONSIGLIO DIRETTIVO
L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto, a scelta dell’Assemblea, da un minimo di 3 a un massimo di 9 membri. In occasione del rinnovo delle cariche sociali i Consiglieri eletti dall’assemblea dei soci che compongono il nuovo Consiglio Direttivo si riuniscono entro 15 giorni dal giorno delle elezioni per decidere, con propria delibera, sulla nomina del Presidente, del Vicepresidente e del Segretario . Il Consiglio Direttivo dura in carica cinque anni e i suoi componenti sono rieleggibili. Ove venisse a mancare, per qualsiasi motivo, un membro del Consiglio Direttivo, gli subentra il primo dei non eletti. Nel corso dell’assenza del membro sarà applicato l’istituto della cooptazione: chi sarà eletto in luogo del Consigliere cessato durerà in carica per lo stesso residuo periodo durante il quale sarebbe rimasto in carica il Consigliere cessato. Se per qualsiasi motivo viene meno la maggioranza dei Consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo s’intende decaduto. Al verificarsi di tale evento dovrà essere convocata immediatamente e senza indugio l’Assemblea Ordinaria per la nomina del nuovo Consiglio Direttivo. Fino alla sua
nuova costituzione e limitatamente agli affari urgenti e alla gestione dell’amministrazione ordinaria dell’Associazione le funzioni saranno svolte dal Consiglio Direttivo decaduto. Il Consiglio Direttivo è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei Consiglieri in carica e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente o di chi presiede la riunione. Le deliberazioni del Consiglio, per la loro validità, devono risultare da un verbale sottoscritto da chi ha presieduto la riunione e dal Segretario. Lo stesso deve essere messo a disposizione di tutti gli associati con le formalità ritenute più idonee dal Consiglio Direttivo atte a garantirne la massima diffusione. Il Consiglio Direttivo fissa le responsabilità dei Consiglieri in ordine alle attività svolte dall’Associazione per il conseguimento dei fini sociali. Il Consigliere che, salvo giustificate cause di
forza maggiore, non interviene a cinque riunioni consecutive del Consiglio Direttivo è dichiarato decaduto. Il Consiglio Direttivo, per i compiti operativi nelle sezioni, nei gruppi d’interesse e negli altri suoi organismi, può avvalersi anche dell’attività di cittadini non soci, in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi. Può altresì avvalersi di commissioni di lavoro da esso nominate. Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario oppure a seguito di richiesta avanzata da almeno la metà dei consiglieri, senza formalità. La convocazione avviene mediante avviso esposto presso la sede dell’Associazione e comunicazione agli interessati via posta ordinaria, via fax o via posta elettronica e deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione oltre all’elenco delle materie da trattare. Le sedute del Consiglio Direttivo sono presiedute dal
Presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente; in mancanza, su designazione dei presenti, da un altro membro del Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo è validamente costituito qualora siano presenti almeno la metà dei suoi membri. L’espressione di astensione si computa come voto negativo.
Il Consiglio Direttivo:
* provvede in occasione del rinnovo delle cariche sociali alla nomina del Presidente, del Vicepresidente e del Segretario dell’associazione;
* delibera sulle domande di ammissione dei soci;
* formula i programmi di attività sociale previsti dallo Statuto e relaziona, in merito, all’Assemblea;
* redige, in collaborazione con il Segretario e con eventuali consulenti esterni, i rendiconti da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
* attua le finalità previste dallo statuto e le deliberazioni assunte dall’Assemblea;
* fissa le date delle Assemblee ordinarie dei soci e convoca le Assemblee straordinarie qualora lo reputi necessario o venga chiesto dai soci;
* assicura un corretto uso delle strutture, degli impianti e delle attrezzature di cui l’Associazione si avvale per le proprie attività;
* decide l’importo delle quote associative annuali e dei corrispettivi specifici per le attività, le iniziative ed i servizi in generale organizzati e proposti dall’Associazione a favore dei soci;
* decide sulle eventuali controversie che dovessero insorgere fra i Soci e sulle eventuali misure disciplinari da infliggere agli stessi;
* decide le forme e le modalità di partecipazione dell’Associazione alle attività sociali sul territorio;
* valuta i requisiti degli aspiranti soci ordinari e delibera sull’ammissione dei nuovi soci;
* valuta la validità dell’aggiornamento professionale richiesto per il mantenimento della qualifica di socio ordinario;
*esegue ogni altro compito e azione necessaria a perseguire gli obiettivi e gli indirizzi fissati dal presente statuto e/o deliberati dall’assemblea;
*realizza tutte le altre iniziative che l’Assemblea ritiene utili al perseguimento delle finalità statutarie.

Art. 11 IL PRESIDENTE
Il Presidente dirige l’Associazione e ne controlla il funzionamento nel rispetto dell’autonomia degli altri organi sociali.
E’ eletto dal Consiglio direttivo, dura in carica quanto il Consiglio direttivo e può essere rieletto. E’ il legale rappresentante dell’Associazione e a lui potranno essere delegati parte dei poteri spettanti al Consiglio direttivo.
Il Presidente:
– convoca e presiede l’Assemblea dei soci e il Consiglio direttivo;
– coordina l’attività del Consiglio direttivo;
– rappresenta l’Associazione in giudizio e di fronte a terzi con facoltà, delegata dal Consiglio direttivo, di aprire e chiudere conti correnti bancari e postali e di operare sugli stessi;
– cura l’esecuzione delle deliberazioni assunte dall’Assemblea e dal Consiglio Direttivo;
– sorveglia sul buon andamento gestionale ed amministrativo dell’Associazione;
– verifica l’osservanza dello Statuto e ne propone la revisione ove si presenti la necessità;
– stipula e sottoscrive gli atti inerenti l’attività dell’Associazione;
– partecipa alla predisposizione dei rendiconti da sottoporre per l’approvazione al Consiglio Direttivo e poi all’Assemblea, corredandoli di idonee relazioni;
– promuove tutti gli atti e tutte le manifestazioni che tornano a vantaggio dell’Associazione;
– è responsabile in solido con il Consiglio direttivo degli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione che firma in rappresentanza dell’Associazione;
– ha il potere di prendere decisioni immediate quando non sia possibile riunire il Consiglio direttivo, decisioni che dovranno essere tuttavia ratificate dal Consiglio stesso alla prima occasione utile.
Il Presidente uscente è tenuto a dare regolari consegne organizzative, finanziarie e patrimoniali al nuovo Presidente, entro 20 giorni dall’elezione di questi. Tali consegne devono risultare da apposito processo verbale che deve essere portato a conoscenza del Consiglio Direttivo alla prima riunione. La firma del Presidente, del Vice Presidente e del Segretario munito di delega da parte del Presidente sono disgiunte per le operazioni di ordinaria amministrazione. La firma del Presidente e del Vice Presidente sono congiunte per le operazioni di straordinaria amministrazione.

Art. 12 IL VICEPRESIDENTE
Il Vice Presidente è nominato dal Consiglio direttivo. A lui sono riservati tutti i poteri del Presidente se quest’ultimo viene a mancare o è impedito nell’esercizio della sua funzione. Egli coadiuva il Presidente in tutte le sue mansioni e può da quest’ultimo venir delegato per l’espletamento di specifici incarichi e funzioni.

Art. 13 IL SEGRETARIO
Il Segretario è nominato dal Consiglio direttivo e dura in carica quanto il Consiglio direttivo. Egli cura il disbrigo degli affari ordinari ed in genere di ogni compito a lui affidato dal Consiglio, dal quale riceve le direttive. Partecipa alle sedute dello stesso Consiglio ed alle riunioni dell’Assemblea dei soci.
Il Segretario:
– verbalizza le sedute dell’Assemblea dei soci e del Consiglio direttivo e si occupa della tenuta e dell’aggiornamento del libro soci;
– cura la corrispondenza dell’Associazione coadiuvato dal Presidente;
– collabora nelle singole attività con i componenti del Consiglio direttivo;
– gestisce, anche in collaborazione con professionisti e/o società di consulenza esterni all’Associazione, la contabilità economica , finanziaria e patrimoniale dell’Associazione e verifica che ogni singolo movimento
sia accompagnato da una pezza giustificativa;
– presenta al Consiglio direttivo, su richiesta di quest’ultimo, il registro di cassa debitamente aggiornato;
– presenta, nella seduta ordinaria dell’Assemblea dei soci, i rendiconti consuntivo e preventivo preparati di concerto con il Consiglio Direttivo;
– controlla i conti correnti bancari e postali intestati all’Associazione.

Art. 14 DIMISSIONI
I Soci possono dare le dimissioni dall’Associazione in qualsiasi momento purché non vi siano pendenti impegni economici assunti dall’Assemblea per investimenti ed interventi straordinari. Le dimissioni da Socio devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo. Il Socio dimissionario è tenuto alla restituzione della tessera dell’Associazione all’atto della presentazione delle dimissioni e non ha diritto al rimborso delle quote associative e/o suppletive versate all’inizio dell’anno in cui chiede le dimissioni. Le dimissioni da organismi, incarichi e funzioni debbono essere espresse per iscritto al Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di discuterle e di chiedere eventuali chiarimenti prima di ratificarle.

Art. 15 RENDICONTO
Il Consiglio Direttivo redige, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, il rendiconto dell’Associazione sia preventivo che consuntivo, da sottoporre all’approvazione assembleare. Il rendiconto deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione economico-finanziaria dell’Associazione, nel rispetto del principio della trasparenza nei confronti degli associati. In occasione dell’Assemblea ordinaria che riporta all’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto il Consiglio Direttivo deve provvedere a distribuire ai soci presenti in assemblea, prima della relativa discussione, copia del rendiconto stesso.

ART.16 ENTRATE E PATRIMONIO
Le entrate dell’Associazione ed il suo patrimonio sono costituiti:
– Dalle quote sociali versate degli associati;
– Dai corrispettivi specifici a fronte delle iniziative, delle attività e dei servizi in generale organizzati e proposti dall’Associazione a favore degli associati;
– Da contributi dello stato, delle regioni, dei comuni e degli enti pubblici e privati, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi o progetti realizzati nell’ambito dei fini statutari;
– Dai contributi di organismi internazionali e da contributi dell’Unione Europea;
– Da donazioni, lasciti testamentari, legati, rimborsi, contributi ed erogazioni liberali degli associati e di terzi;
– Da entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento quali feste, celebrazioni, ricorrenze e sottoscrizioni, anche a premi;
– Da rimborsi derivanti da convenzioni;
– Da entrate derivanti da attività commerciali e produttive a carattere occasionale e marginale;
– Da entrate per la vendita di biglietti di ingresso Siae o per offerte di denaro libere in occasione di attività dell’Associazione aperte al pubblico;
– Dai beni strumentali acquistati dall’Associazione;
– Da ogni altro provento e da ogni entrata od acquisizione compatibili con le finalità dell’Associazione;
– Da eventuali fondi di riserva costituiti con gli avanzi di gestione.
L’associazione può inoltre reperire risorse finanziarie attraverso la stipula con terzi di contratti di natura commerciale, come ad esempio contratti di sponsorizzazione e di abbinamento pubblicitario.
Le strutture di terzi (ad esempio sede sociale, magazzino, ecc…) ove l’Associazione esercita le proprie attività sono concessi in uso alla stessa secondo modalità e condizioni stabilite in separati contratti.

Art. 17 ESERCIZIO SOCIALE
L’esercizio sociale ed amministrativo si apre in data 01 gennaio e si chiude in data 31 dicembre di ogni anno. Il Consiglio direttivo, in collaborazione con il Segretario, deve predisporre il rendiconto, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale. Il rendiconto, dopo la sua approvazione, deve essere tenuto presso la sede dell’associazione a disposizione dei soci che lo volessero consultare e ne volessero chiedere copia. E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Gli utili e gli avanzi di gestione dovranno essere impiegati obbligatoriamente per la realizzazione delle attività statutarie o di quelle ad esse direttamente connesse.

Art. 18 REGIME CONTABILE E FISCALE
L’associazione, avendo i requisiti, ha optato ai fini contabili e fiscali per il regime forfettario previsto dalla legge 398 del 16.12.1991 come modificato dall’art.9-bis della legge 66/92.

Art. 19 MODIFICHE STATUTARIE
Il presente Statuto può essere modificato con decisione dell’Assemblea straordinaria. In prima convocazione le variazioni sono approvate dalla maggioranza dei presenti purché questi rappresentino il 50% più uno del corpo sociale.
In seconda convocazione sono approvate con voto favorevole dei ¾ dei presenti all’Assemblea straordinaria. Per le variazioni imposte da Leggi dello Stato è competente il Consiglio Direttivo e saranno ratificate dall’Assemblea ordinaria nella prima riunione utile.

Art. 20 SEZIONI
L’Associazione potrà costituire delle sezioni nei luoghi che riterrà più opportuni al fine di meglio raggiungere gli scopi istituzionali.

Art. 21 SCIOGLIMENTO
Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’Assemblea dei soci, convocata in seduta straordinaria e validamente costituita con la presenza di almeno ¾ degli associati aventi diritto di voto, con l’approvazione, sia in prima che in seconda convocazione, di almeno ¾ dei soci esprimenti il solo voto personale, con esclusione delle deleghe. Così pure la richiesta dell’Assemblea generale straordinaria da parte dei soci avente per oggetto lo scioglimento dell’associazione deve essere presentata da almeno i 3/4 dei soci con diritto di voto, con l’esclusione delle deleghe. L’Assemblea, all’atto di scioglimento dell’Associazione, delibererà, sentita l’autorità preposta, in merito alla destinazione dell’eventuale
residuo attivo del patrimonio dell’associazione. In caso di scioglimento dell’Associazione saranno nominati uno o più liquidatori scelti anche tra i non soci. Esperita la fase di liquidazione, la destinazione del patrimonio residuo avverrà a favore di altra associazione che persegue finalità analoghe, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 22 DEFINIZIONI
– “Facilitatore Risorse Umane”: terza persona imparziale, qualificata e con una formazione specifica, che agisce in modo tale da incoraggiare e facilitare il raggiungimento degli obiettivi personali e dei team. Il
Facilitatore in Risorse Umane è un consulente di processo incentrato sulla crescita, sull’evoluzione e sull’espressione delle risorse umane della persona e delle organizzazioni nelle quali e’ chiamato ad operare
con la finalità di favorire la manifestazione di tali risorse a favore delle massime prestazioni e raggiungimento degli obiettivi. Il facilitatore è attento ai bisogni della persona facente parte di un team e di
un’organizzazione che ha l’obiettivo di incoraggiare, far prendere consapevolezza ed educare la stessa affinchè autonomamente possa attivare quei processi di facilitazione e crescita personale o di gruppo legati al saper ascoltare, al saper comunicare in modo corretto, al relazionarsi in modo autentico ed efficace. Il facilitatore stimola lo sviluppo delle abilità della persona e dell’organizzazione in cui opera, nella risoluzione dei problemi e nell’ adattamento alle varie situazioni e mutamenti. Egli, ove richiesto, può affiancare altri professionisti per favorire quei meccanismi di cambiamento, adattamento ed evoluzione della persona e/o delle organizzazioni.
Il facilitatore ha un approccio incentrato sulla tecnica e sul processo e non entra in merito ai contenuti specifici professionali pur conoscendo bene le dinamiche e gli obiettivi della realtà in cui opera. Mira alla
pianificazione e introduzione di sistemi di facilitazione permanenti all’interno delle organizzazioni mettendo a disposizione strumenti pratici di applicazione che potranno essere usati in modo autonomo dalle persone e dai team.
Svolge una effettiva attività culturale condividendo tecniche e stili peculiari della sua professione attraverso un’azione catalizzatrice dei processi di evoluzione ed innovazione.
– “Facilitazione”: indica un insieme di processi volti ad agevolare lo sviluppo delle risorse individuali e delle organizzazioni per il raggiungimento di determinati obiettivi. Facilitare significa rendere più veloci ed
efficaci quei processi di sviluppo ed evoluzione che altrimenti sarebbero molto più lenti e in certi casi impossibili.

Art. 23 NORME DI RINVIO E DISPOSIZIONI FINALI
Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme del Codice Civile e alle vigenti norme in materia di associazionismo no profit.

Leggi il Codice Deontologico

CODICE DEONTOLOGICO DEI PROFESSIONISTI ASSOCIAZIONE FACILITATORI RISORSE UMANE

A.F.R.U.

PREMESSA
Con il termine di Facilitazione intendiamo un insieme di processi volti ad agevolare lo sviluppo delle risorse individuali e delle organizzazioni per il raggiungimento di obiettivi eccellenti. Facilitare significa rendere più veloci ed efficaci quei processi di sviluppo ed evoluzione che altrimenti sarebbero molto più lenti e in certi casi impossibili .
Il Facilitatore in Risorse Umane pertanto è quel professionista che, con la propria specifica derivazione professionale e con opportuna formazione agisce in modo tale da incoraggiare e facilitare il raggiungimento degli obiettivi del cliente/committente. Il Facilitatore in Risorse Umane è un consulente di processo incentrato sulla crescita,
sull’evoluzione e sull’espressione delle risorse umane della persona e delle organizzazioni nelle quali è chiamato ad operare con la finalità di favorire la manifestazione di tali risorse a favore del raggiungimento degli obiettivi e delle massime prestazioni. Il facilitatore è attento ai bisogni della persona in quanto facente parte di un team e di un’organizzazione che ha l’obiettivo di incoraggiare, far prendere consapevolezza ed educare la stessa affinchè autonomamente possa attivare quei processi di facilitazione e crescita personali o di gruppo legati al saper ascoltare, al saper comunicare in modo corretto, al gestire gli stimoli esterni e al relazionarsi in modo autentico ed efficace. Il facilitatore stimola lo sviluppo delle abilità nella risoluzione delle criticità dell’organizzazione e nell’adattamento alle varie situazioni e mutamenti. Egli, ove richiesto, può affiancare o essere affiancato da altri professionisti per favorire quei meccanismi di cambiamento, adattamento ed evoluzione della persona e/o delle organizzazioni.
Il facilitatore AFRU ha un approccio focalizzato sulla tecnica e sul processo e non entra in merito ai contenuti specifici professionali. Nello stesso tempo il Facilitatore AFRU conosce molto bene le dinamiche e gli obiettivi della realtà in cui opera. Con metodo pianifica e introduce sistemi di facilitazione permanenti all’interno delle organizzazioni mettendo a disposizione strumenti pratici di applicazione che potranno essere usati in modo autonomo dalle persone e dai team. Svolge una effettiva attività culturale condividendo tecniche e stili peculiari della sua professione attraverso un’azione catalizzatrice dei processi di evoluzione, crescita ed innovazione.
L’associazione culturale AFRU ha come obiettivo non solo di valorizzare le competenze degli associati garantendo il rispetto delle regole deontologiche ma anche quello di mettere in condizione lo stesso socio di accedere a conoscenze , esperienze , condivisione di altri colleghi che favoriscano la crescita professionale con la finalità ultima di poter offrire ai cliente /committente la massima professionalità ed efficacia negli interventi del professionista AFRU stesso.
Inoltre AFRU vuole agevolare la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto del presente Codice Deontologico.

– PRINCIPI GENERALI

ART.1 – RISPETTO DELLE LEGGI, DELLO STATUTO AFRU, DEI REGOLAMENTI E DEL CODICE DEONTOLOGICO
Il Facilitatore o facilitatrice, con l’iscrizione all’ Associazione Facilitatori Risorse Umane, di seguito denominato brevemente A.F.R.U., si impegna, in qualità di Socio/a, a esercitare la professione in conformità con le leggi dello Stato, con le norme dello Statuto e del regolamento organizzativo AFRU, con l’osservanza di quanto previsto dal presente Codice Deontologico.

ART.2 – DIGNITÀ E DECORO PROFESSIONALE
Il comportamento e lo stile del Socio/a AFRU è improntato a dignità e decoro professionale nell’atteggiamento, nel linguaggio e nell’immagine personale. Il comportamento del Facilitatore AFRU deve essere consono al decoro ed alla dignità della professione che rappresenta. Il/la Socio/a AFRU è consapevole di rappresentare la famiglia professionale AFRU e non solo ne tutela l’immagine ma ha il dovere di accrescerla. L’inosservanza delle norme contenute nel presente codice dà adito al possibile allontanamento del Socio secondo quanto previsto dallo Statuto dell’Associazione e del Regolamento Interno

ART.3 – COMPETENZE
Il/La Socio/a AFRU, deve possedere delle competenze dimostrabili e adeguate alla gestione del processo di facilitazione. A tale requisito si affiancano le competenze specifiche, che riguardano gli ambiti di specializzazione nel contesto e settore dell’intervento. Il/La Socio/a AFRU deve, inoltre, conoscere le realtà organizzative dei clienti per poterne comprendere le logiche e la cultura. Le competenze del/la Socio/a AFRU si basano, oltre che sulla preparazione aggiornata, anche sull’esperienza e si esprimono nella capacità di ideare, scegliere, adattare, utilizzare le teorie, i metodi, le tecniche più adeguate alle esigenze specifiche dei Clienti.

ART4. – PRESENTAZIONE E DIVULGAZIONE ATTIVITA’ PROFESSIONALE
Nella promozione della propria professionalità il Facilitatore AFRU userà sempre comportamenti e mezzi eticamente corretti.
Costituisce illecito deontologico:
-Esprimere esplicitamente o implicitamente giudizi negativi nei confronti dell’operato di colleghi o altri professionisti.
-Fare dichiarazioni mendaci relativamente alla propria formazione professionale.
-Millantare in relazione alle proprie capacità professionali.
-Fare uso di titoli riservati ad altre categorie professionali.
-Fare dichiarazioni mendaci nei confronti di ogni altro tipo di professionista.
-Ogni tipo di metodo e artificio riconducibile alla “concorrenza sleale” o di “pubblicità ingannevole”.
Pertanto il socio AFRU è tenuto a presentarsi e presentere la propria professione e associazione con la massima perizia e correttezza, diffondendo in modo chiaro e preciso le informazioni utili nell’interesse del cliente o del pubblico affichè lo stesso possa comprendere chiaramente la professione e gli ambiti di intervento e possa scegliere con la massima libertà, oggettività e senza pressioni.

ART.5 – INDIPENDENZA RISPETTO AL RUOLO, COMPITO E CONTESTO
I. – Il/La facilitatore, nello svolgimento della propria attività, si trova costantemente in contatto con i clienti e committenti. Questi soggetti rappresenteranno l’organizzazione nella quale il facilitatore è chiamato ad intervenire dietro conferimento dell’incarico che dovrà essere fatto dal cliente/committente tramite richiesta scritta. Inoltre il facilitatore si trova in contatto con i destinatari direttamente coinvolti nel processo di facilitazione. Lo svolgimento della professione deve ispirarsi alla correttezza professionale che dovrà contraddistinguere il Facilitatore AFRU.
Per questo motivo il Facilitatore ARFU è invitato a sviluppo lo spirito critico, il confronto costruttivo e ad ogni risorsa delle comptenze proprie professionali per favorire il raggiungimento dell’obiettivo del cliente/committente. E’ necessario che il/la Socio/a AFRU eviti qualsiasi forma di collusione, di manipolazione o strumentalizzazione ai propri fini o a danno di terzi.
II. – Il Facilitatore AFRU si impegna ad accettare solo gli incarichi che è certo di poter portare a termine garantendo ai clienti trasparenza, imparzialità e professionalità. Per questo motivo il Facilitatore AFRU è tenuto a sottoscrivere un contratto tra le parti ( committente e professionista AFRU ). Qualora il Facilitatore AFRU non fosse più in grado di garantire ai clienti la propria imparzialità dovrà rinunciare all’incarico inviando, eventualmente, le parti ad altro Facilitatore. Il rapporto di Facilitazione dovrà essere interrotto anche nel caso in cui il Facilitatore si rendesse conto che le parti propongono soluzioni contrarie agli interessi di eventuali soggetti coinvolti.

ART.6 – AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE
I. – Il socio AFRU è invitato a frequentare corsi ed eventi di formazione e/o aggiornamento ai sensi della Legge 4/2013. Ai fini del mantenimento della qualificazione il/la
Socio/a è tenuto/a, con le modalità previste dallo statuto e regolamento e relativa Disposizione Operativa, a sottoporsi alla verifica dell’aggiornamento professionale richiesto ai sensi della Legge 4/2013. Il/La Socio/a AFRU, in quanto catalizzatore di cultura è invitato ad avere una formazione continua ed è tenuto ad incrementare la propria formazione e conoscenze. È tenuto/a al continuo miglioramento delle proprie competenze, attraverso un’aggiornamento continuo sulle innovazioni del settore in cui è specializzato/a e sugli sviluppi delle metodologie, degli strumenti, delle conoscenze connesse ai processi di Facilitazione nei specifici settori di intervento. E’ invitato inoltre ad un continuo confronto e scambio con i colleghi e a frequentare aggiornamenti e formazione continua presso AFRU o altre strutture riconosciute e ritenute
idonee da AFRU.
II. – Il facilitatore AFRU è tenuto a frequentare annualmente un minimo di ore 18 di formazione e aggiornamento interno. Al Facilitatore AFRU che frequenterà gli aggiornamenti e formazione previsti saranno rilasciati i crediti formativi con attestato di frequenza riconosciuti.
III. – L’associazione AFRU per grantire un costante crescita e aggiornamento professionale dei propri soci, affinchè possano soddisfare le esigenze dei loro clienti e
committenti si impegna ad organizzare degli appuntamenti annuali ( da 1 a 4 ) offerti dall’associazione stessa ai propri soci, grazie ai progetti in essere e ai rapporti di sinergia e professionali con le istituzioni, aziende, partner e realtà professionali con cui collabora.

ART.7- RISERVATEZZA PROFESSIONALE
I. – Il/La Socio/a AFRU mantiene il segreto professionale rispetto a tutte le informazioni di carattere riservato di cui venga a conoscenza in ragione del proprio ruolo e stato riguardanti il cliente, i destinatari, i formatori, l’organizzazione comittente e qualunque soggetto acceda al rapporto professionale.
II. – Dati e informazioni potranno essere solamente condividsi tramite esplicita approvazione del comittente. In ogni caso in particolare solo con quelle figure professionali che il facilitatore riterrà opportune e che potranno eventualmente interventire in qualità di “Expertise” per il raggiungimento dell’obiettivo all’interno del processo di facilitazione nell’interesse del cliente/committente stesso.

ART.8 – CORRETTEZZA PROFESSIONALE
Il/La Socio/a AFRU imposta ogni rapporto professionale al rispetto, alla correttezza, alla lealtà, alla trasparenza, all’onestà. Qualora emergesse contrasto fra tali comportamenti e i principi enunciati dal presente Codice Deontologico, tutti i Soci AFRU sono obbligati a sottoporsi al giudizio degli Organismi competenti AFRU per la valutazione dei comportamenti da essi posti in essere.

ART.9 – CONCORRENZA LEALE
Il/La Socio/a AFRU promuove la propria attività presentando in modo corretto, accurato e onesto il proprio profilo professionale. E’ inviatato a tenere aggiornato il proprio profilo professionale sia sulla pagina personale che sulle pagine social e ad informare tempestivamente anche la segreteria AFRU in caso di modifiche e aggiornamenti del proprio profilo professionale. In caso di interviste su canali media e quotidiani è invitato a specificare sempre l’appartenenza professionale con lo scopo di informare l’utente sulle sue reali competenze e settori di intervento specificando il ruolo del facilitatore. In caso di attività con organizzazioni e committenti con i quali il socio AFRU è venuto a conoscenza che altri colleghi hanno già rapporti in essere, il socio AFRU è tenuto ad informare tempestivamente il direttivo AFRU.

ART.10 – RAPPORTO CON IL COMMITTENTE
L’incarico di lavoro al socio AFRU potrà arrivare anche da un comittente che intende avviare un progetto di collaborazione con il Facilitatore AFRU. L’accettazione dell’incarico, da parte del/la Socio/a AFRU, deve essere preceduta da un’attenta analisi delle richieste dell’organizzazione. Le richieste dovranno prevedere una progettazione di intervento nella quale sono esplicitati gli obiettivi. Questo permetterà al socio AFRU di stabilire e condividere con il committente delle linee-guida che dirigeranno la progettazione di un intervento di qualità, rispondente alle esigenze del contesto, in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il/La Socio/a AFRU sviluppa ogni fase dell’intervento sentendosi professionalmente ed eticamente impegnato/a al raggiungimento degli obiettivi concordati. Inoltre sarà compito del socio AFRU mettere in campo la rete di professionisti che ritiene opportuno per il raggiungimento degli obiettivi e nell’interesse del committente. Suggeriamo il monitoraggio e la verifica dei risultati. Suggeriamo di adottare i parametri che consentano di valutare i risultati.

ART.11 – MODALITA’ DELL’INTERVENTO PROFESSIONALE
Il/La Socio/a AFRU si impegna a realizzare il programma nel rispetto dei termini, dei tempi e degli orari prestabiliti, a prestare un servizio efficiente ed efficace, a tenere informato il committente nel corso dell’intervento e a concordare sostanziali modifiche nel caso si rivelino opportune. Per favorire l’attività di monitoraggio il/la Socio/a AFRU concorda i possibili indicatori di risultato con i committenti o con i destinatari stessi delle attività.

ART.12 – CHIAREZZA E INFORMAZIONE DEI DESTINATARI INTERNI ALLE ORGANIZZAZIONI COMMITTENTI
Il/La Socio/a AFRU, ai fini di un corretto processo di lavoro legato alla facilitazione è invitato a chiede all’eventuale organizzazione committente di informare chiaramente i destinatari delle attività all’interno del processo di facilitazione sui ruoli e competenze del facilitatore stesso.

ART.13 – MODALITÀ CONTRATTUALI E COMPENSI
I. – Il/La Socio/a AFRU è tenuto a presentare il contratto professionale AFRU di collaborazione nel quale sono precisate l’offerta, gli impegni reciproci previsti, il divieto di
duplicare progetti e materiali didattici senza un preventivo ed esplicito accordo e in modo dettagliato le componenti del compenso, specificando i criteri di calcolo, le modalità e i tempi di pagamento. Qualora l’intervento sia proposto e/o svolto da un organismo intermediario, il/la Socio/a AFRU, è tenuto a sottolineare al comittente che in futuro, salvo diversa disposizione esplicitata tramite richiesta scritta dal committente stesso rivolta ad entrambe le parti (Professionista AFRU e intermediario ) che ne specifici le motivazioni, potrà essere coinvolto/a esclusivamente tramite tale soggetto intermediario. Questo a garantire la correttezza e trasperenza dei rapporti professionali tra i vari soggetti che coinvolgono il facilitatore AFRU.
II. – Il/La Socio/a AFRU non deve proporre, accettare o sollecitare forme di compenso non pattuite di qualsiasi natura volte a influenzare l’assegnazione dell’incarico professionale e le modalità della prestazione.

ART.14 – RICONOSCIMENTO DEI CONTRIBUTI INTELLETTUALI
Il/La Socio/a AFRU, nello svolgimento dell’attività, deve documentare e riconoscere i contributi di autori/trici e colleghi/e di cui si è avvalso/a, citandone formalmente la fonte e rispettandone le proprietà intellettuali e materiali.

ART.15 – RAPPORTO CON LE ORGANIZZAZIONI INTERMEDIARIE
Sono considerate organizzazioni intermediarie quelle realtà che possono avere interesse di collaborazione con il professionista AFRU. Per questo motivo le organizzazioni
intermediarie di facilitazione possono essere le società ed aziende, gli studi professionali, Società – Enti e federazioni sportive, le divisioni specialistiche, gli enti pubblici e privati che svolgono professionalmente attività con le persone e a contatto con il pubblico e pertanto necessitano di attivare dei processi di facilitazione con i vari settori, unità, aziende, team e professionisti specifici. Trasparenza, serietà, collaborazione, correttezza e onestà devono caratterizzare il rapporto tra il/la singolo/a Socio/a AFRU e l’organizzazione intermediaria.

ART.16 – DOVERI DELL’ORGANIZZAZIONE INTERMEDIARIA
All’organizzazione che si avvale del professionista Facilitatore in Risorse Umane spetta il compito di strutturare il progetto, a partire dalla definizione con il fruitore delle linee generali dell’intervento, dopo adeguata analisi delle sue richieste e aspettative. La scelta dei/lle facilitatori/trici per la realizzazione dell’intervento deve essere dettata dalla loro competenza nell’ambito del programma in questione. Al fine di fornire il miglior servizio al fruitore dell’intervento, l’organizzazione intermediaria di facilitazione si preoccupa di trasmettere ai/lle facilitatori/trici ogni informazione utile allo scopo. Qualora l’intervento richieda contributi molteplici, essa cura, inoltre, il coordinamento dei vari facilitatori e dei vari altri professionisti condividendo le necessità e strategie con i professionisti stessi e con il professionista AFRU

ART.17 – ACCORDO FORMALE
La collaborazione del/la singolo/a facilitatore/trice con un’organizzazione intermediaria deve essere disciplinata da un accordo o incarico formale, atto a stabilire modalità di cooperazione, compiti e doveri reciproci e relativi compensi.

ART.18 – DIRITTI DI PROPRIETÀ E TUTELA DIRITTI INTELLETTUALI
I. – Sia Il/La Socio/a AFRU che l’organizzazione rispettano reciprocamente la proprietà materiale e intellettuale dei progetti e dei materiali didattici quali dispense ed esercitazioni, operando le riproduzioni solo se autorizzate.
II. – Il/La Socio/a AFRU imposta il rapporto con i destinatari prestando costante attenzione alle loro esigenze, mantenendo un atteggiamento di rispetto, scambio, apertura, arricchimento reciproco, disponibilità e sincero interessamento tutelando sempre le proprietà materiali e i diritti intellettuali propri, della professione e dell’associazione.

ART.19 – TRASPARENZA
Il/La Socio/a AFRU ha l’obbligo di informare i destinatari rispetto agli obiettivi, i contenuti, le modalità e le eventuali modifiche del programma. Il/La Socio/a AFRU si impegna, altresì, a riportare al committente le indicazioni raccolte dal gruppo e le proprie osservazioni sull’esperienza in forma collegiale e anonima.

ART.20 – RISPETTO
Il/La Socio/a AFRU non opera discriminazioni di sorta e tiene in considerazione le esperienze, vissuti, convinzioni, opinioni e credenze anche differenti dal proprio sistema di valori del prorprio cliente/committente. In assenza degli interessati e in forma pubblica, si astiene da commenti personali e non incoraggia indiscrezioni di qualsiasi natura.

ART.21 – ATTUAZIONE DELL’INTERVENTO
Il/La socio/a AFRU dovrà impegnarsi a rispettare gli obiettivi stabiliti, ad adattarsi alle specifiche esigenze del comittente, a utilizzare linguaggi adeguati alle loro conoscenze e a monitorare sistematicamente i processi di apprendimento, tramite indicatori concordati con i comittenti e gli stessi destinatari dell’azione.

ART.22 – RAPPORTO CON I COLLEGHI
Sarà fondamentale per ogni socio AFRU avere un rapporto di massimo rispetto con i proprio colleghi e soci nonchè con altri professionisti con cui AFRU collabora. AFRU intende favorire lo spirito di comune appartenenza alla categoria professionale, la collaborazione, la condivisione e lo scambio professionale tra i soci nonchè la disponibilità a collaborare. Il Socio AFRU si deve astenere da critiche denigratorie e da forme di concorrenza sleale nei confronti dei/le colleghi/e.

AZIONI DISCIPLINARI

La trasgressione di una o più norme del codice deontologico sono punibili con le sanzioni disciplinari previste dalle norme vigenti e avrà come conseguenza la convocazione del socio da parte del Direttivo e organo di controllo preposto. La convocazione sarà inviata via mail PEC ed eventualmente di problemi di ricezione anche tramite lettera raccomandata A/R. L’eventuale sanzione sarà proporzionata a seconda della gravità della trasgressione, e potrà prevedere:
RICHIAMO – consistente in un richiamo che sarà fatto pervenire al socio AFRU in forma scritta e sull’osservanza dei suoi doveri e con un chiaro ed esplicito invito a non ripetere quanto commesso. Viene applicato nei casi di mancanze di rispetto e decoro professionale, abusi, o mancanze di lievi entità.
SOSPENSIONE TEMPORANEA – consistente in una sospensione temporanea da Socio AFRU. La sospensione potrà avere una durata limite massimo di uno (1) anni. In questa sospensione temporanea il socio sarà invitato a non intervenire e operare per conto e a nome di Facilitatore AFRU fino alla comunicazine da parte del direttivo della fine della sospensione temporanea prevista stessa. Il Facilitatore AFRU potrà essere sospeso per violazioni del codice deontologico che possono nuocere gravemente a utenti/clienti , organizzazioni e altri, oppure generare una più estesa risonanza negativa per il decoro e la dignità della professione.
ESCLUSIONE – consistente nella cancellazione dall’associazione, la perdita dei diritti e agevolazioni e riconoscimento di Socio AFRU. Inoltre avverrà automaticamente l’eventiale cancellazione dal registro professionisti AFRU. L’esclusione si applica nel caso di grave violazione del codice deontologico e/o comportamento. Può avvenire per gravi mancanze professionali che hanno o avrebbero potuti ledere il committente/cliente, ad una forma grave di non conformità al decoro e alla dignità della professione che rende incompatibile la permanenza nell’associazione. Inoltre l’espulsione è prevista anche in caso di condanna con sentenza per fatti commessi nell’esercizio della professione.

L’associato oggetto di indagine per violazione del codice deontologico sarà convocato di fronte al Consiglio direttivo tramite mail PEC o raccomandata A/R per poter esercitare il diritto di difesa. Nel procedimento disciplinare l’associato potrà essere assistito da un legale che potrà essere presente anche durante l’audizione del socio dinanzi al Consiglio.

La sanzione disciplinare potrà essere erogata in caso di mancata comparizione solo in presenza di prova certa del ricevimento dell’avviso di convocazione. Nel caso che l’associato sia impossibilitato a comparire di persona di fronte al Consiglio direttivo può esercitare il suo diritto di difesa facendo pervenire al Consiglio direttivo un memoriale contenente le motivazioni a sua difesa.
La decisione del Consiglio direttivo, corredata dalle motivazioni, verrà comunicata all’associato per lettera raccomandata A/R entro 30 giorni dalla comparizione o dal ricevimento del memoriale di difesa. L’associato ha diritto alla piena reintegrazione, qualora non sussistano i fatti accusatori o abbia rimediato alla trasgressione.

DIRETTIVO

Alessandro Vergendo

Alessandro Vergendo

Facilitatore Risorse Umane, Professional Expert Counselor SICo, Formatore AIF

Facilitatore A.F.R.U. in ambito aziendale, sportivo e istituzionale.
Professionale Expert Counselor S.I.Co.
Formatore professionista A.I.F.
Direttore del Comitato tecnico scientifico A.F.R.U. associazione riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Percorso universitario in Scienze dell’ Educazione e della Formazione.
Co-fondatore della metodologia di allenamento mentale "Deep Inside-state of mind" e co-autore degli omonimi libri "Deep Inside" e " I codici nascosti della PeakPerformance".

Rosarita Gagliardi

Rosarita Gagliardi

Presidente A.F.R.U. Associazione Facilitatori Risorse Umane

Presidente AFRU.
Ha gestito diversi team di lavoro organizzando eventi medico-scientifici, meeting e circuiti sportivi, lavorando in prima linea nella facilitazione con vari professionisti.
Ideatrice, organizzatrice di diversi progetti formativi educativi anche in ambito scolastico rivolto al mondo giovanile.
Co-fondatrice della metodologia di allenamento mentale "Deep Inside-state of mind" e co-autrice degli omonimi libri "Deep Inside" e " I codici nascosti della PeakPerformance".

Denis Ceschia

Denis Ceschia

Dottore in Scienza dello sport

Relatore e formatore regionale certificato sulla prevenzione al doping. Formatore certificato DAN europe per corsi BLS-D e OXYGEN. Facilitatore presso istituzioni per la parte psico-fiscica. Direttore tecnico in società di rugby e organizzatore di team work presso le stesse. Preparatore fisico e head coach per atleti della nazionale di scherma. Ha affinato il Metodo di preparazione atletica multidisciplinare e motivazionale per atleti di sport individuali e sport di squadra.

Comitato scientifico

Prof. Carlo Altomonte

Prof. Carlo Altomonte

Docente

Laurea in Economia politica (Economia internazionale). Dottorato di ricerca in Diritto internazionale dell‘Economia presso l’Università Bocconi. Master of Arts in Economics e PhD in Applied Economics presso l’Università Cattolica di Lovanio.

Maria Cristina Koch

Maria Cristina Koch

Psicoterapeuta, Epistemologa, Supervisor Counselor, Trainer Clinico, Saggista, Formatrice

Laureata in Filosofia della Scienza. Si occupa soprattutto della formazione del pensiero e dei diversi registri della comunicazione.

Sara Morini

Sara Morini

Dottore Commercialista

Laurea in Economia Aziendale
Revisore Contabile. Imprenditrice nel settore del Commercio.
Presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile presso la Camera di Commercio di Parma. Investor Relator, responsabile della comunicazione Finanziaria per Società quotate e Controller di attività produttive industriali.

Dott. Giampiero Genovese

Dott. Giampiero Genovese

Funzionario Comunità Europea

Dott. in Scienze Statistiche ed Economiche.
Capo Unità presso il Centro Comune di ricerca della Commissione Europea (studi economici sulla sostenibilità).
Ha lavorato per circa 25 anni per la Commissione Europea presso il Centro Comune di Ricerca (Ispra e Siviglia) e la Direzione Generale Agricoltura ( Bruxelles).
In precedenza ha lavorato come ricercatore presso Telespazio.